Spilimbergo "Gioiello d'Italia"

STORIA

Spilimbergo ha una millenaria continuità abitativa, dovuta anche alla favorevole ubicazione del sito in prossimità della strada romana che, attraverso il Tagliamento, congiungeva Sacile a Gemona e quindi alla Germania. Attorno all’XI secolo, durante le lotte tra Papato ed Impero, venne inviata dall'Imperatore, una famiglia di nobili carinziani, gli Spengenberg, che edificarono il Castello a guardia della cittadina. Il primo documento che riporta il nome del Castrum è datato 1120. Tra il '200 ed il '300 con gli Spengenberg a capo di un vasto feudo, la città fu caratterizzata da un periodo di grande sviluppo economico divenendo un importante luogo di scambio per la sua posizione geografica e di produzione. Il centro delle attività amministrative ed economiche fu il Borgo Vecchio che si sviluppò attorno al Castello. E' tutt'oggi visibile l'incisione, sotto un porticato, che raffigura la Macia, un’antica unità di misura di lunghezza per stoffe, oggi simbolo storico della città. E' in questo periodo di fiorente sviluppo commerciale che la piccola cittadina crebbe e furono erette tre successive cinte murate che diedero vita al Borgo Orientale e al Borgo Nuovo. Accanto ad essi si svilupparono inoltre il Broiluccio (l'attuale piazza Borgolucido) ed il suggestivo borgo popolano della Valbruna. Nel 1420 la Patria del Friuli e la città passarono sotto il dominio della Serenissima. Tra il XV e XVI secolo Spilimbergo divenne un centro importante dal punto di vista culturale. Col trattato di Campoformido (1797), la città passò all'Austria. Fu questo il periodo in cui emersero fermenti liberali di notevole interesse. Tra i principali animatori dei moti risorgimentali del 1848, a ricoprire un ruolo fondamentale nella resistenza contro gli Austriaci a Osoppo e a Venezia, si ricordano Gian Battista Cavedalis e Leonardo Andervolti. Successivamente all’annessione della regione all’Italia nel 1866, la città vide nascere le prime industrie e la ferrovia che determinarono un radicale cambiamento. Spilimbergo attualmente conta circa 12.000 abitanti su una superficie di 72,47 Kmq. Le sue frazioni sono Barbeano, Baseglia, Gaio, Gradisca, Istrago, Tauriano e Vacile.

ARTE e CULTURA

Spilimbergo è una fra le più suggestive ed interessanti città d'arte dell’alta pianura friulana. Il borgo che ebbe grande splendore nel Medioevo e nel Rinascimento, conserva tutt'oggi l’originale impianto medievale. Spilimbergo è conosciuta in tutto il mondo come la “Città del mosaico”, Infatti nel 1922, venne istituita la Scuola di Mosaico, fiore all'occhiello della città, e depositaria di una grande tradizione artistica che si ricollega a quella di Aquileia, Bisanzio, Ravenna e Venezia. La Scuola è tutt'oggi frequentata da allievi provenienti da tutto il mondo ed ha realizzato numerose opere che abbelliscono aeroporti, università, regge, stadi, moschee e cattedrali, tra cui: i mosaici del Foro Italico in Roma, quelli della Chiesa del Santo Sepolcro di Gerusalemme, le decorazioni pavimentali del grande Hotel Kawakyu in Giappone e la Saetta Iridescente di Ground Zero a New York. Parlare solo di mosaico risulterebbe però riduttivo. La città fu infatti un centro importante dal punto di vista culturale tra il XV e il XVI sec. Passata nel 1420 sotto il controllo di Venezia, Spilimbergo divenne residenza temporanea di diversi artisti di nota fama (Bellunello, Pilacorte, Giovanni Antonio Pordenone...) che impreziosirono i luoghi di culto ed i palazzi privati. Tra il '500 ed il '700 vennero inoltre edificati dalle famiglie nobili locali diversi palazzi tra cui Palazzo Lepido (sede attuale della Biblioteca Civica), Palazzo Marsoni - Asquini, l'affrescato Palazzo Monaco e Palazzo Stella. Il monumento di spicco è sicuramente il Duomo di Santa Maria Maggiore che conserva numerose opere d'arte (portale settentrionale di Zenone da Campione; l’organo monumentale dipinto dal Pordenone; le sculture del Pilacorte...). Figura di spicco nel ‘500, seppur scomparsa prematuramente, fu la contessa Irene, figlia di Adriano da Spilimbergo e della veneziana Giulia da Ponte, donna d'animo sensibile che fu educata alle arti (suo maestro fu il Tiziano), alla quale è tutt'oggi intitolata la Scuola di Mosaico. La sua morte avvenuta a Venezia nel 1559 venne celebrata dalle penne dei maggiori scrittori italiani dell'epoca. Il Vasari stesso la definì come una "vergine bellissima, letterata, musica ed incamminata nel disegno". A Spilimbergo vennero inoltre istituite una schola cantorum e un’accademia umanistica (tra i letterati si ricordano Bernardino Partenio, fondatore dell’omonima accademia, Gian Domenico Cancianini e Eusebio Stella). Tutt'oggi, nella città del mosaico, sono attivi numerosi cori e scuole musicali a testimonianza di una fervida tradizione musicale. Spilimbergo è inoltre un centro di punta in ambito fotografico. Negli anni '50 nacque il Gruppo Friulano per una Nuova Fotografia che catalizzò l'attenzione di alcuni tra i maggiori fotografi italiani (per citarne alcuni: Roiter, Berengo Gardin, Bevilacqua, Gianni e Giuliano Borghesan, Aldo Beltrame...). In particolare si ricorda Italo Zannier, noto fotografo, critico e storico italiano, che fu anche promotore del Centro di Ricerca e Archiviazione della fotografia (C.R.A.F.) ancor oggi attivo.

 

COMUNE di SPILIMBERGO

Superficie comunale: 72,47 Kmq

Abitanti: 12.220

Frazioni: Barbeano, Baseglia, Gaio, Gradisca, Istrago, Tauriano, Vacile

Patroni: Santa Maria Assunta (15 Agosto) - San Rocco (16 Agosto)

Provincia: Pordenone (PN)

Città Gemellate: La Chatre (Francia) - Sachsenburg (Austria)

Link:
  • Comune di Spilimbergo