6. Avevi il gps? Che strade facevi?

Il gps non ce l’avevo per motivi economici, comunque amo viaggiare usando una mappa e chiedendo consigli su che strada fare alla gente lungo la strada stessa: nessuno conosce meglio le caratteristiche di una strada e le salite di chi ci abita vicino. Ovviamente cerco di percorrere sempre le strade più belle dal punto di vista paesaggistico, anche se ciò vuol dire fare più strada o fare più salita.

 

7. L’Italia è un paese sicuro per andare in bici?

AHAHAHAHAH NO. Il problema del nostro paese è la pericolosità delle strade, sia dentro che fuori dalle città: gli automobilisti non rispettano mai i limiti, nemmeno in centro urbano, e ci sono poche piste ciclabili. In 1753 km di viaggio ho trovato solo 20 km totali di pista ciclabile. Sarebbe un sogno avere il limite a 30km/h in centro città e magari una rete ciclabile extraurbana degna di stati come i Paesi Bassi. Attualmente nel nostro paese esiste il movimento Salvaiciclisti che si occupa di queste tematiche, sperando che prima o poi chi di dovere si decida a creare infrastrutture sicure anche per chi si muove in bici e non solo in auto.

 

8. Ma non era più comodo andare in auto o in treno?

Certo, ma quando arrivi in cima a una salita con un panorama stupendo le cose cambiano. In auto resta solo un bel panorama, quando arrivi in bici è una conquista. Ce l’hai fatta con le tue gambe, con una bici carica di borse, e non hai mai mollato. Ti senti un dio, hai il cuore che scoppia di gioia, e questa sensazione una macchina non te la darà mai.

 

9. Cos’hai provato a meta raggiunta?

Ero un po’ stordito. Immagina di fare 1700 km in bici e una volta raggiunta la meta finale, che desideravi da mesi, non trovare niente: quattro case, un faro, e il mare. E un sacco di silenzio. Allora mi sono buttato in acqua, poi mi sono steso sulla spiaggia e ho ripensato a tutte le persone incontrate e i posti meravigliosi visti lungo quei 20 giorni. E ho capito che, per quanto sia un desolato posto nel nulla, nel raggiungerlo ho fatto tantissime esperienze stupende, che hanno dato un senso alla meta stessa.

 

10. Ultimi consigli a chi vuole partire per la prima volta?

Prima di tutto consiglio un sito: Bike Italia dove si trovano moltissime informazioni utili per tutti i tipi di ciclisti, dal viaggiatore al corsaiolo. Per quello che riguarda i consigli personali: scatta un sacco di fotografie. Parla agli sconosciuti. Pedala anche se piove. Saluta i ciclisti che incontri lungo la strada. Portati un libro. Impara a fidarti: se uno sconosciuto incontrato per strada ti invita a casa per cena, vacci. Se pensi di riuscire a dimagrire scordatelo, soprattutto viaggiando in Sud Italia. Sappi che nastro americano e filo di ferro risolvono il 90% dei problemi. Se sei triste, sconfortato e non hai più voglia di andare avanti, ricorda che in ogni cittadina italiana (IN-OGNI-CITTADINA) c’è un bar con i pensionati che bevono vino e giocano a briscola: lì troverai tutto il supporto morale di cui avrai bisogno.
E soprattutto prediligi il tuo Paese per i primi viaggi: che senso ha andare fino a Istanbul se non hai nemmeno idea di cosa sia il Cilento o la Maremma?

 

– Luciano Di Paolo | #blogrotaractmaniagospilimbergo #racexperience

 

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