1. Come ti è saltato in mente? Come si sceglie dove andare?

Ho iniziato a viaggiare in bici per pura invidia. Un giorno mi stavo allenando in bici da corsa e a una rotonda ho visto un tizio con le borse sulla bici: ho subito desiderato di essere al suo posto, e appena tornato a casa ho iniziato a informarmi su internet. Tre mesi dopo sono partito per la prima volta. La scelta del viaggio va fatta con il cuore e un minimo di raziocinio: magari come primo viaggio andare da qui alla Cina è un po’ difficile, meglio cominciare con viaggi più piccoli. Il mio primo viaggio è stato di 500 km, da Spilimbergo a Firenze. Città scelta solo perché uno dei miei film preferiti, Amici Miei, è ambientato là.

 

2. Con quale bici posso partire?

Non esiste la bici perfetta per viaggiare, dipende tutto dalle preferenze personali e dal tipo di strada che ci si troverà di fronte. C’è chi viaggia in mtb perché prevede strade sterrate, chi con la bici da corsa perché vuole fare solo asfalto e chi con bici da viaggio per affrontare sia uno che l’altro tipo di strada. Probabilmente partire con la bici comprata al supermercato non è l’ideale, ma non servono nemmeno bici da 2000 euro; io non avevo possibilità di comprarmi una bici nuova apposta per viaggiare e ho fatto adattare la mia bici da corsa, modificando i rapporti e installando un portapacchi. La cosa più importante è trovare un meccanico in grado di comprendere bene le esigenze personali, capace di indirizzare la nostra scelta, e –nel mio caso- disposto anche a passare mezz’ora solo a parlare di viaggi: è per questo che ho sempre preferito la piccola bottega alla grande catena di negozi sportivi.

 

3. Serve tanto allenamento? 

Un po’ di allenamento è necessario, ma la cosa fondamentale è avere il culo da bici: in viaggio si pedala almeno sei ore al giorno, e bisogna assolutamente essere abituati a mantenere la posizione senza accusare dolori alla schiena, ai polsi o al sedere. Un ciclista abituale da questo punto di vista avrà bisogno di meno allenamento rispetto a chi finora in bici è solo andato a prendere il pane. Per quello che riguarda me personalmente, cerco sempre di allenarmi in bici almeno una o due volte a settimana; nel mese precedente a un viaggio imposto un allenamento più intenso. Qualche dritta la si trova qui: Bike Italia

 

4. Dove si dorme? E per mangiare?

Anche per dormire sono scelte personali (e/o economiche): io generalmente cerco di fare tappa in posti dove ho qualche amico che possa ospitarmi, e ho una tenda per fermarmi in campeggio, più che altro per risparmiare. Dormire in albergo è molto più comodo ma ahimè costoso, soprattutto se si viaggia da soli.
Per il cibo, invece, bisogna adeguarsi parecchio: fare tappa a pranzo al ristorante è impensabile e appesantisce troppo, e io solitamente faccio parecchi piccoli pasti distribuiti lungo l’arco della giornata. Il primo dopo circa 40 km percorsi –quindi dopo quasi due ore dalla partenza-, e i pasti successivi ogni ora circa. Generalmente mangio pane e prosciutto e pane con nutella, e molta frutta, sia a colazione che durante la tappa. E’ importantissimo ricordarsi di mangiare e bere anche se non si sentono stimoli: altrimenti si rischia la crisi di fame, che ogni ciclista conosce benissimo, e una volta sopraggiunta il resto della tappa è un calvario.

 

5. Meglio soli o in compagnia?

Non c’è un meglio, sono due tipi di viaggio diversi, e penso vadano provati entrambi. Per ora ho sempre viaggiato da solo, e lo sforzo è soprattutto psicologico: per ogni difficoltà bisogna trovare il sostegno in sé stessi e farsi forza da soli. Però, per come sono fatto io –sono una persona che fa fatica a stare da sola tutto il giorno-, questa scelta mi ha costretto ad aprirmi e parlare a moltissimi sconosciuti incontrati lungo la strada. Il motivo per cui si sta viaggiando lo si capisce solo durante il viaggio stesso, se non dopo, e io ho capito che amo viaggiare soprattutto per parlare con sconosciuti a centinaia o migliaia di km da casa e rimanere in contatto con loro. Un signore incontrato in mezzo alla pianura padana mi ha persino scritto qualche giorno fa per il mio compleanno, dopo due anni dal nostro incontro!
Devo ancora provare un viaggio in compagnia, di sicuro crea un legame molto profondo con il proprio compagno di viaggio e nei momenti di difficoltà ci si fa forza a vicenda; e inoltre consente di dividersi un po’ di attrezzatura fondamentale (attrezzi per riparazioni, tenda, fornelli, eccetera) in maniera da risparmiare sul peso.

 

 To Be Continued…

 

– Luciano Di Paolo | #blogrotaractmaniagospilimbergo #racexperience

 

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